giovedì 25 maggio 2017

BORGHI D’EUROPA ALLA VERTICALE DI SECOLO NOVO DE LE MARCHESINE A VINITALY 2017

Prestigiosa degustazione per stampa ed operatori l’11 Aprile u.s.
Milano, 22 maggio 2017- La redazione milanese della testata web Borghi d’Europa, sempre attenta alla valorizzazione di realtà con un grande patrimonio enogastronomico, naturale e culturale, ha partecipato l’11 Aprile scorso a Vinitaly a una esclusiva degustazione verticale del grande Spumante Secolo Novo dell’azienda franciacortina Le Marchesine di Passirano (Bs).
La realtà de Le Marchesine esiste dal 1985, quando il padre dell’attuale titolare, acquistò 3 ettari di terra nella zona vocata del Franciacorta e da allora si è sempre distinta per la qualità degli spumanti e il modo di lavorare e far parlare il territorio nei calici.
La verticale è stata davvero emozionante, ed è stata condotta dal titolare e produttore de Le Marchesine, Loris Biatta, col prezioso supporto del Relatore e Sommelier Ais Brescia Nicola Bonera.
Sono state degustate le annate 1995, 2000, 2004 e 2005 di Secolo Novo Brut e l’annata 2007 di Brut Secolo Novo Giovanni Biatta: grandi annate di spumanti ottenuti da selezioni clonali di uve Chardonnay, molto eleganti al palato, con un perlage fine e persistente.

venerdì 3 febbraio 2017

BUONAIDEA –
Viale Ugo Bassi 65, Porto Garibaldi (FE), 44029 Comacchio, Fraz. Porto Garibaldi FE –
Telefono: 339 800 2707
Orari: 
Mercoledì
10–14:30, 18–21:30
Giovedì
10–14:30
Venerdì
10–14:30, 18–21:30
Sabato
10–14:30, 18–21:30
Domenica
10–14:30, 18–21:30
Lunedì
10–14:30, 18–21:30
Martedì
10–14:30, 18–21:30

Mentre passeggio  per Porto Garibaldi direzione piadineria, il Portocanale è davvero a due passi, intravvedo  un piccolo localino con tavoli esterni e con insegna Buonidea....! Beh non mi resta che avvicinarmi, un po' per la curiosità indotta dal nome ed un po' perché data l’ora la fame si fa sentire. Noto con occhio attento e naso interessatissimo, servite ai tavoli, delle fritture invitantissime. Deciso si entra! ... mi accomodo e primo segnale positivo nessun odore eppure sono in una friggitoria, il personale gentilissimo e simpatico mi consiglia ed io mi fido, anche se in tutta sincerità ho deciso di assaggiare diversi piatti presenti nel menu.  Inizio la mia curiosa ed attenta degustazione assaggiando delle crespelle davvero deliziose e mentre assaporo gli occhi cadono su una frittura veramente eccezionale asciutta e croccante almeno da qui guardandola sembrerebbe proprio così, perché la frittura non è per me ma per il tavolo poco distante da me. Che dire non mi resta che ordinarla, provare per credere come suol dirsi! .. . Le crespelle sono ben porzionate, equilibrate nel gusto e nella loro semplicità ben presentate, quando si dice ben fatto! Sono soddisfatto dal primo assaggio, ma non mi basta ed allora ecco che mi metto in attesa della frittura. Osservo incuriosito come nonostante l’ora di punta il servizio è veloce, cordiale e soprattutto accompagnato da sorrisi genuini e spontanei, veri come la gente di qui.  Il Locale è pulito e ben tenuto, nella sua semplicità è davvero molto funzionale, pochi fronzoli parla la qualità piuttosto che l’architettura e l’arredamento come invece avviene per molti locali che sono cool e mood ma poco davvero poco food. Parlando con il personale e con fare quasi investigativo cordiale e non invadente, vengo a conoscenza che BuonaIdea è aperto da poco più di 1 anno e miscelando i vari elementi di valutazione di cui vengo a conoscenza posso affermare che qui ospitalità qualità e cortesia si fondono in un equilibrato tutt’uno. Ecco è arrivata la frittura, ci siamo, si assaggia, che dire, croccante, non unta, calda, leggera, pesce freschissimo davvero, e questa è la conferma che viene utilizzato il pescato del giorno, e questo fa la differenza. La frittura è davvero ottima. Lo sarò sicuramente anche l’insalata dio pesce che il signore vicino a me assapora con calma inglese e palato italiano. Leggo nel suo sguardo compiaciuto un racconto che profuma di mare e di semplicità, di gusto e di freschezza, lo condivido e non lo invidio perché la mia frittura da sola vale la sosta in questo locale. Beh però non si può sedersi qui e non assaggiare gli spiedini di pesce dal  tradizionale gambero e calamari (con a richiesta  aggiunta di pesce azzurro) allo spiedino di  seppie, capesante e coda di rospo, le seppie in umido o un seducente baccalà al sugo con polenta. Non impazzisco per i sardoncini scottadito ma quelli preparati qui meritano una menzione speciale. Del dolce parlerò poco più sotto……! Ci sono diversi menù “colorati” ma tutto è di assoluta qualità. C’è una particolare attenzione anche al menù per i bambini e gli amici a 4 zampe qui non sono ospiti sgraditi. Beh da un assaggio all’altro il tempo scorre piacevolmente. Il personale attento e cordiale ti serve con una familiarità che ti fa sentire a casa, il pesce è cucinato alla “vecchia maniera” ottima qualità e gran sostanza e non visiva  bellezza e sola apparenza.
Il Locale è si informale, tovaglie di carta, , servizio di plastica ma che ben venga se il risultato finale è quello di poter mangiare pesce freschissimo, ben cucinato e di gran gusto.
Rapporto qualità prezzo assolutamente in linea con le attese e se comparato ad altri locali anche più titolati o quotati che dir si voglia, beh che dire io consiglio senza remora il menù di Buonaidea. Quindi se passate da Porto Garibaldi, non vi resta che sedervi e mangiare. Resterete soddisfatti credetemi.
Una nota particolare alle Donne del locale, attente, sorridenti, cordiali, simpaticissime, il servizio in sala spesso fa la differenza e qui la fa, con semplicità e passione.
Riepilogando pesce davvero fresco, cucina ottima, qualità alta, personale cordiale, menù colorati ma ben variati, locale accogliente, rapporto qualità prezzo equilibrato e competitivo.  Locale che merita sicuramente la vostra attenzione e la vostra visita.
Stavo dimenticandomi del tortino di mele casalingo, buono, gustoso e genuino. Davvero una giusta chiusura alla mia degustazione. Io fossi in voi lo prenderei…..
Uscendo non avrete gli abiti intrisi di profumo di frittura, e avrete lo stomaco leggero ed il palato soddisfatto, ora cosa consigliarvi se non una bella passeggiata sul porto canale non digestiva ma contemplativa….!!!


Palatoanarchico  2 febbraio 2017

giovedì 14 gennaio 2016

DA ULISSE E LETIZIA: OTTIMI PIATTI NEL CENTRO STORICO DI GUBBIO

Alcuni dei giornalisti dell’Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto hanno visitato durante le ultime feste natalizie alcune zone dell’Umbria: una delle visite gustose è stata a Gubbio, splendida città medievale, che fa parte della comunità montana Alto Chiascio, Associazione nazionale Città del Tartufo e Associazione Italiana Città della Ceramica.
Nel giro eugubino, all’ora di pranzo, i colleghi giornalisti hanno scelto di testare la qualità dei piatti proposti dal Ristorante “Ulisse e Letizia..alla Fornace di Mastro Giorgio”, situato all’interno delle mura del centro storico.
Effetivamente, la qualità dei piatti degustati si è rivelata alta: il titolare ha chiamato così il Ristorante in onore dei suoi nonni paterni, che gli hanno trasmesso i valori e la passione della cucina, che non deve essere particolarmente coreografica, ma deve invece appagare ogni palato. Prima di aprire il ristorante, il titolare ha aperto con la sorella nel 1992 un frantoio: nella vasta scelta di prodotti tipici umbri usati, spicca infatti l’olio di produzione propria, oltre ai funghi e il tartufo.
Mangiare da Ulisse e Letizia significa scegliere anche un ambiente molto accogliente e versatile, adatto sia alle cene di coppia che a quelle aziendali, con la possibilità di mettersi all’esterno nella splendida veranda del ristorante.

giovedì 3 dicembre 2015

Un salto alla Cantina di Sergio Moro, a Col San Martino

Il lavoro dei giornalisti e dei comunicatori della rete dei borghi europei del gusto, prende spunto molto spesso, dalle segnalazioni di amici e conoscenti, amanti del buon e bello vivere.
Così dopo due incontri ( alla Pizzeria Miregò di Miane e 'La Becaria di Andrea' di Follina), si è realizzata la visita gustosa all'Azienda Agricola di Sergio Moro, in via Crede a Col San Martino (Farra di Soligo).
E' una passione antica quella che anima la famiglia : nel 1960 Domenico Moro e la sua famiglia
giunsero come mezzadri sulla terra ove ancor oggi è collocata l'azienda. Successivamente, nel 1972,
divennero proprietari,fondando l'azienda agricola Moro Fratelli. I figli Sergio e Luigino hanno accompagnato per molti anni l'azienda nella storia del Prosecco. Nel 1992 l'impresa si è divisa, creando così l'azienda agricola Sergio Moro.
Ne parliamo con Sergio e con il figlio Erik nella cantina (ultimata nel 2010) : un esempio della laboriosità intelligente delle nostre genti.
“ Coltiviamo soprattutto Glera,il vitigno che darà vita al vino Prosecco. Le uve,lavorate in purezza durante la vinificazione,esaltano le peculiarità che i terreni argillosi dell'azienda sono in grado di
donare,quali sali minerali ed aromi, che accompagnano la maturazione del vino, conferendogli
carattere ed autenticità.”
I vini di casa Moro richiamano in modo diretto il terroir da cui traggono origine.
Vogliamo ricordare il Valdobbiadene Porsecco Superiore docg extra dry ; il Praà Alt (spumante brut) : il Beato (tranquillo) ; il Prosecco doc (frizzante) ; il Belveder (frizzante sur lie, col fondo) e il Collerosso ( da vitigni cabernet franc e merlot).
L'Azienda Agricola Sergio Moro è stata invitata a partecipare dalla rete dei borghi europei del gusto
alle iniziative di informazione intese a valorizzare queseto territorio benedetto e le sue espressioni migliori.

venerdì 20 novembre 2015

Il Salumificio Spader a Comunicare per Esistere

Emanuele Spader è il titolare del SALUMIFICIO SPADER ,un’azienda artigianale nata circa 15 anni fa, che in 
questi ultimi anni, si è imposta nel settore alimentare con una costante  crescita e sviluppo commerciale.
Guidata dal giovane titolare, che l’ha avviata all’età di 23 anni, sfruttando le conoscenze del padre nel settore da oltre 50 (consulente tecnico di produzione per nomi di grosso spessore nel mondo delle industrie produttrici di
salumi cotti e crudi, italiane ed estere), si è specializzata nella produzione di prodotti locali tipici.
Contestualmente a questo forte sviluppo commerciale, l’azienda ha proceduto nel corso di questi ultimi anni a consistenti ammodernamenti ed investimenti nella struttura. In parte per esigenze logistiche e in parte per la voglia di migliorare il forte connubio tra qualità e tecnologia, ora l’azienda si sviluppa in un innovativo laboratorio di 1.200 mq con impianti e strutture d’ultima generazione.
Questo ha favorito l’evoluzione qualitativa d’alcuni prodotti, che hanno permesso al SALUMIFICIO SPADER di puntare ad un mercato con una clientela dai palati raffinati e con esigenze sempre maggiori grazie ai quali è nata la collaborazione con la nota CANTINA BISOL di Valdobbiadene (TV), con cui sono stati creati alcuni prodotti dedicati alla loro clientela, che ricopre maggiormente l’alta ristorazione e gastronomia nazionale e internazionale come ad esempio
AIR DOLOMITI del gruppo LUFTHANSA (prodotti SPADER inseriti nei menu di businessclass e firstclass) o l’associazione SLOW FOOD e altri operatori del mondo horeca.

I PRODOTTI, derivano tutti da scrupolosi controlli nella scelta degli ingredienti, la rigorosa selezione dei fornitori e la massima cura nella fase di lavorazione, che ci consentono di garantire l’elevata qualità dei nostri
salumi. Il tutto sempre nel rispetto della tradizione e delle antiche ricette di produzione.
Cavallo di battaglia di quest’azienda, è senza dubbio la PORCHETTA TREVIGIANA,
che ricopre  il 60% della produzione aziendale,anche se negli ultimi anni,l’azienda si è specializzata
nella produzione di altri articoli rivolti a tutto il territorio nazionale ed estero come la pancetta bacon cruda affumicata, la pancetta stufata singola e  doppia, il salame tipo napoli piccante,la lingua salmistrata cotta a bauletto suina e bovina,manzo cotto tipo roastbeef inglese di fesa e sottofesa, il guanciale nazionale stagionato.

 Il nuovo stabilimento sorge a Moriago della Battaglia un piccolo paese a pochi chilometri da Valdobbiadene immerso nelle note colline del PROSECCO DOCG, nel cuore della regione  Veneto.

Il Salumificio Spader partecipa quale partner di informazione alle iniziative di Comunicare per Esistere, il progetto sostenuto dalla rete dei borghi europei del gusto.





lunedì 26 ottobre 2015

 Il piatto Forte la tradizione della pasta

“L’Unità d’Italia – sognata dai padri del Risorgimento – oggi si chiama pasta”. Questo il messaggio che si è voluto dare ai Giovedì del Gusto della Regione Marche, proprio per sottolineare come questo ingrediente assuma un forte significato simbolico, che ci rimanda alle nostre radici.
A presentare le eccellenze del mondo della pasta marchigiano, alcuni fra i rappresentanti dei marchi più noti: Enzo Rossi, la Campofilone, Lorenzo Maccari di Entroterra e Luca Gastreghini di Sole e Bontà che hanno raccontato con amore e passione la tradizione di una pasta unica al mondo, moderna, ma dal cuore antico.
Enzo Rossi ha raccontato come “vivono bene” le sue galline: del resto sono loro che fanno tutte le uova necessarie per fare i maccheroncini di Campofilone (dieci per un kg semola grano duro), a marchio IGP e certificati QM, che possono essere prodotti soltanto nel comune di Campofilone rispettando un rigido disciplinare di produzione secondo la ricetta tradizionale.

Lorenzo Maccari, giovane esponente della ditta produttrice, ha parlato dei suoi prodotti di grande artigianalità, a base di uova e semola. La pasta all’uovo, commercializzata con il marchio “La pasta di Camerino” contiene ben il 33,3 % di uova mentre la pasta di semola, venduta con il nome di famiglia, Maccari, è certificata QM.

Luca Gastreghini ha presentato “i fiori all’occhiello” della produzione, tutti certificati Qm, sia freschi che panificati, espressione più vera della tradizione e totalmente “made in Marche, in quanto tutti gli ingredienti vengono dalla filiera, piccole aziende locali che conferiscono materie prime di grande qualità.
La produzione vede prodotti ripieni (con formaggio di Fossa o prosciutto di Carpegna) e non ripiene, oppure a base di orzo.

mercoledì 14 ottobre 2015

DALLA TRADIZIONE IL FUTURO. Alla scoperta della Biodiversità agraria con gli Agricoltori Custodi




Una decina di Agricoltori Custodi si sono dati appuntamento a Milano, presso lo Show room Elica, in occasione de “I giovedì del gusto”, organizzati in concomitanza di Expo 2015. Tema della serata la Biodiversità e le colture che evocano antichi sapori e forti memorie.
Abbiamo quindi scoperto che i capperi non sono solo “siciliani”: il “cappero rupestre di Borgo Cisterna”, coltivato nella zona di Macerata Feltria, della specie Capparis Rupestris (comunemente conosciuta come cappero spinoso) è stato ritrovato sui muri di un antico Borgo marchigiano. Grazie alle cure dell’agricoltore, la produzione si è diffusa, fino a rappresentare l’ingrediente principale di numerose ricette e conservazioni.
Abbiamo potuto assaporare la famosa zuppa di Cicerchia, legume coltivato, con tecniche a basso impatto ambientale, nel Territorio di Serra de’ Conti, sulle colline del Verdicchio.
Non è mancata la polenta, cucinata con mais ottofile. La polenta, infatti, era l’alimento principale della popolazione marchigiana e si consumava almeno una volta al giorno. Il mais ottofile di Roccacontrada è una varietà locale di mais, tipica delle Marche e recuperata nei dintorni di Arcevia. La riscoperta del mais ottofile di Roccacontrada è avvenuta grazie a qualche piccola coltivazione familiare ancora presente sul territorio ed è collegata alla vicinanza del mulino ad acqua sul fiume Misa, ove la farina viene macinata a pietra.
Altra curiosità, conosciuta in questo appuntamento è stato l’Anice verde di Castignano, il suo nome deriva dalla voce latina “anisum”. La coltivazione dell’Anice a Castignano risale alla metà dell’800 e i primi impieghi furono nei liquorifici: chi non conosce la tradizione marchigiana nei liquori a base di anice (Vernelli e Meletti)? Pochi però sanno che è fatta menzione dell’anice nei Trattati di Botanica del 1500 e che nelle Marche alla fine del 1700 l’anice era una spezia di largo consumo, tra le merci più commercializzate.
La fiaschetta del mistrà (liquore all’anice) era inoltre la dotazione dei crociati che partivano per la difesa della Terra Santa.
Queste e tante altre curiosità sono state svelate dagli Agricoltori Custodi marchigiani nel corso dell’incontro che ha comunicato una vera filosofia di vita, curando prodotti evocativi di sapori ormai dimenticati.